Nella lunga telenovela dell'allenatore si inserisce Parisi. Il giovane elemento del Toscana 2006 ha chiesto ieri sera al Presidente di poter fare il mister, per una sera, scordandosi per una gara le paure, le chiacchiere e i problemi legati a questo ruolo, rimasto semi-vacante.
Parisi ha dichiarato di essere in grado di poter svolgere questo compito al meglio. V come vendetta per non aver potuto essere in panchina nel precampionato, V come vittoria, quella che spera di cogliere, la prima, nel derby, nel match che ha da sempre un sapore particolare, V come seconda volta che si propone e non si arrende davanti alle vicissitudini. Lo spirito non gli manca, il coraggio nemmeno, V soprattutto come voglia di stupire a tutti i costi.
Un po' come Mourinho, allenatore capace, esperto, vincente, volto nuovo dell'Inter, che però ha forse dimostrato forse più a parole che con i fatti le sue reali ed indubbie capacità (si ricordi la vittoria in Champions con il Porto, squadra rivelazione). Parisi vuol dimostrare, a dispetto delle chiacchiere, dell'inesperienza, della reale o presunta superiorità avversaria, vuole vincere perché l'ambiente lo merita, lui lo merita. E per farlo si affida ai suoi pupilli dichiarati Vignali e Oliverio S., ed alla voglia di riscatto di molti atleti, ancora alla ricerca della forma migliore.
Josè insegna il suo calcio, sbotta, sanziona, Parisi gestisce in modo meno appariscente e più silenzioso; l'uno portoghese già esperto e affermato, l'altro astro nascente. Stella per una serata. Finalmente. Stasera ha tutto quello di cui ha bisogno per fare grande la squadra, la città, i tifosi, che hanno dichiarato che quella di stasera è la partita più importante della stagione.
Forse esagerano. Siamo sicuri che Parisi non la pensi così. Meritiamo rispetto. E i tre punti.
Chissà cosa suggerirebbe Mourinho al proposito allo Special One per una sera. Per essere veramente grande, per essere veramente forte, per essere finalmente speciale.
martedì 4 novembre 2008
lunedì 3 novembre 2008
Ecco gli otto convocati per il derby
Pronta la rosa degli otto giocatori convocati per la partita di domani sera, Martedì 4 novembre 2008, ore 21 alla Cartaia contro S.S.Sparta: Nerini, Vignali, Sabia, Oliverio A., Oliverio S., Romagnani, Norelli, Luchetti.
Non vengono convocati per questa partita, anche se il mister si auspica una loro presenza in panchina: Vannucchi, Parisi, Greco.
Non vengono convocati per questa partita, anche se il mister si auspica una loro presenza in panchina: Vannucchi, Parisi, Greco.
No secco di Greco, confermato in panchina Romagnani.
Momento difficile per il Toscana 2006 in campionato: la squadra dà la sensazione di potersela giocare contro chiunque, i ragazzi sono carichi, il gioco è da perfezionare ma sembra in crescita, i singoli ci sono, ma i risultati per ora non si sono visti. Indubbiamente i bianco-oro hanno raccattato meno di quanto, onestamente, si è visto in campo nelle prime due gare.
Se a questi problemi se ne aggiungono anche altri a livello societario, la situazione si fa molto dura da sostenere. Mister Romagnani è stato fortemente contestato a fine partita da stampa e giocatori, per il suo metodo di lavoro troppo rigido (il foglio delle sostituzioni appare, secondo i più, inadeguato a far fronte alle esigenze concrete e specifiche della partita) e poco redditizio.
Alle spalle di un allenatore in bilico, la società si è mossa alla ricerca di un sostituto: l'esigenza è quella soprattutto di affidare tutto nelle mani esperte di un soggetto che sta in panchina e cura solo l'aspetto tecnico. Da qui ne è nato il problema se fosse più opportuno affidare tale incarico ad uno dei membri della squadra o ad un individuo completamente esterno.
Il presidente più volte ha manifestato il suo scetticismo per entrambe le soluzioni, che peccano, fortemente: la seconda è stata subito scartata in quanto avrebbe potuto creare un solco tra interno ed esterno (in coerenza della linea scelta dalla società di risolvere in casa tutti i problemi), la prima rischiava per creare delle inutili spaccature all'interno della squadra.
La situazione però non è stata accantonata, ma anzi è stata sapientamente curata dal consigliere Vannucchi: il consigliere ha parlato con il Presidente e si è giunti ad un accordo: affidare la panchina a Greco, personaggio pacato, calcisticamente formato, nell'ambiente da molto tempo.
L'uomo giusto al posto giusto insomma, seppur con qualche riserva (ad es. il non conoscere a fondo i part-time) apparsa però superabile.
Greco si preso del tempo per valutare la proposta, aprendo le porte ad un clamoroso avvicendamento di panchine, ma sabato sera ha declinato l'offerta, affermando di voler continuare a divertirsi e a dare il suo contributo in campo, dato anche il vistoso sacrificio che l'orario di lavoro gli impone.
"Non cambia niente" verrebbe da dire. In realtà la conferma che poche ore dopo c'è stata di mister Romagnani ha tutta l'aria di essere il classico "contentino" e il semplice ripiegare sul Mancini di turno, richiamato per assenza di soluzioni.
L'allenatore ha più volte tranquillizzato l'ambiente, ma è stato visto ripetutamente scuro in volto e anche stamani ha preferito non rilasciare interviste, dichiarando un silenzio-stampa, che ha il sapore di una triste conferma che tutto quanto viene detto sul suo conto sia vero.
Avanti con l'attuale staff tecnico, quindi, nella speranza che Romagnani colga la prima, insperata vittoria il prima possibile, che potrebbe portare una ventata positiva a tutto l'ambiente.
D'altronde il mister è uno dalla tempera forte, che ha superato ben altri problemi in passato.
E chissà che la presidenza non si accorga presto di aver fatto, in fondo, la scelta più giusta.
Se a questi problemi se ne aggiungono anche altri a livello societario, la situazione si fa molto dura da sostenere. Mister Romagnani è stato fortemente contestato a fine partita da stampa e giocatori, per il suo metodo di lavoro troppo rigido (il foglio delle sostituzioni appare, secondo i più, inadeguato a far fronte alle esigenze concrete e specifiche della partita) e poco redditizio.
Alle spalle di un allenatore in bilico, la società si è mossa alla ricerca di un sostituto: l'esigenza è quella soprattutto di affidare tutto nelle mani esperte di un soggetto che sta in panchina e cura solo l'aspetto tecnico. Da qui ne è nato il problema se fosse più opportuno affidare tale incarico ad uno dei membri della squadra o ad un individuo completamente esterno.
Il presidente più volte ha manifestato il suo scetticismo per entrambe le soluzioni, che peccano, fortemente: la seconda è stata subito scartata in quanto avrebbe potuto creare un solco tra interno ed esterno (in coerenza della linea scelta dalla società di risolvere in casa tutti i problemi), la prima rischiava per creare delle inutili spaccature all'interno della squadra.
La situazione però non è stata accantonata, ma anzi è stata sapientamente curata dal consigliere Vannucchi: il consigliere ha parlato con il Presidente e si è giunti ad un accordo: affidare la panchina a Greco, personaggio pacato, calcisticamente formato, nell'ambiente da molto tempo.
L'uomo giusto al posto giusto insomma, seppur con qualche riserva (ad es. il non conoscere a fondo i part-time) apparsa però superabile.
Greco si preso del tempo per valutare la proposta, aprendo le porte ad un clamoroso avvicendamento di panchine, ma sabato sera ha declinato l'offerta, affermando di voler continuare a divertirsi e a dare il suo contributo in campo, dato anche il vistoso sacrificio che l'orario di lavoro gli impone.
"Non cambia niente" verrebbe da dire. In realtà la conferma che poche ore dopo c'è stata di mister Romagnani ha tutta l'aria di essere il classico "contentino" e il semplice ripiegare sul Mancini di turno, richiamato per assenza di soluzioni.
L'allenatore ha più volte tranquillizzato l'ambiente, ma è stato visto ripetutamente scuro in volto e anche stamani ha preferito non rilasciare interviste, dichiarando un silenzio-stampa, che ha il sapore di una triste conferma che tutto quanto viene detto sul suo conto sia vero.
Avanti con l'attuale staff tecnico, quindi, nella speranza che Romagnani colga la prima, insperata vittoria il prima possibile, che potrebbe portare una ventata positiva a tutto l'ambiente.
D'altronde il mister è uno dalla tempera forte, che ha superato ben altri problemi in passato.
E chissà che la presidenza non si accorga presto di aver fatto, in fondo, la scelta più giusta.
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